Entrare nel mercato britannico con un sito che non ha link locali significa partire in svantaggio. Per competere su Google.co.uk servono segnali che arrivino dal Regno Unito, non traduzioni di una strategia pensata per l’Italia.
Il mercato UK ha regole sue
Il Regno Unito è uno dei mercati europei più maturi per la ricerca organica: le aziende locali investono in SEO da anni e i settori più redditizi sono presidiati. Questo alza l’asticella sulla qualità dei link necessari, ma rende anche più prevedibile il risultato: dove la concorrenza lavora bene, i criteri di valutazione sono chiari.
Domini locali e segnali geografici
Un link da un dominio .co.uk o da una testata britannica riconosciuta pesa in modo diverso rispetto a uno generico. Insieme al link lavoriamo sulla coerenza dei segnali: lingua della pagina, riferimenti locali nel testo e pertinenza dell’argomento. Sono elementi che aiutano Google a capire per quale mercato vuoi posizionarti.
Inglese britannico, non inglese generico
Gli articoli vengono scritti in inglese britannico, con l’ortografia e i riferimenti corretti per quel pubblico. È un dettaglio che gli editor dei portali UK notano subito: un testo scritto in americano o tradotto meccanicamente viene rifiutato, oppure pubblicato su siti che accettano qualunque cosa e che quindi non ti servono.
A chi serve
È il servizio giusto se stai aprendo una versione inglese del tuo sito, se spedisci nel Regno Unito o se hai una sede locale e vuoi essere trovato da chi cerca in inglese. Funziona anche come primo passo per valutare la reazione di un mercato estero prima di investimenti più ampi.
Link building sugli altri mercati
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Se non hai ancora chiaro da quale mercato conviene partire, dai un’occhiata al servizio di link building in generale oppure scrivici: valutiamo insieme la situazione del tuo sito.
